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NEOS Edizioni » Le nostre storie » Correva l'anno 1704

Correva l'anno 1704

Correva l'anno 1704

Autore: Terzolo Pietro

Prezzo: € 11.00

Prezzo acquisti on-line: € 9.35

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Pagine72 pagine con fotografie e illustrazioni in b/n

Rilegaturabrossura

Formato20x12

Contenuti:

ROMANZO STORICO
A Vinovo, nella campagna vicino a Torino, si erge un antico castello merlato. In un giorno del 1704 il Conte Carlo Agostino delle Lanze riceve la visita di un vecchio amico che non vede da tempo, il padre cappuccino Giovanni da Vinovo. I due uomini davanti al grande camino del castello iniziano a discorrere del loro tempo, delle vicende storiche, degli avvenimenti militari e della vita comune intorno a loro. Nel procedere delle loro chiacchiere, a poco a poco si evidenzia il fil rouge che attraversa tutto il volume, uno spirito narrativo incalzante che conduce il lettore nell’atmosfera di quel momento. La guerra, la pace, la paura, la solitudine, l’amore sono gli elementi che l’autore indaga in questi racconti, mentre ci accompagna con mani leggera alle sue riflessioni sull’uomo, ieri come oggi compresso fra amor di patria e quiete familiare, fra desiderio di gloria e aspirazione alla pace, fra certezza della ragione e paura dell’ignoto.

La preghiera di fra’ Giuseppe durò solo pochi minuti. Un rumore di passi, amplificato dalle volte delle navate, infranse il silenzio di quel sacro luogo. Il frate volse lo sguardo e vide, con sorpresa, un viso conosciuto: il giovane Bartolomeo, meglio Trumlìn, come da tutti veniva chiamato. Il giovanotto, infatti, si stava avvicinando all’altare maggiore camminando nella navata di destra, sotto il braccio teneva un fagotto. Fra’ Giuseppe fu tentato di dargli una voce, perché avrebbe avuto piacere di salutare il figlio della sua vicina che non aveva ancora avuto modo di incontrare, ma qualcosa lo trattenne e una domanda, alla quale non seppe dare risposta, gli frullò nel cervello: che cosa veniva a fare in chiesa, a quell’ora, quando le messe mattutine erano già state celebrate? E poi, che cosa portava sotto il braccio? Istintivamente fra’ Giuseppe si abbassò e, nascosto com’era dalla colonna, seguì furtivamente con lo sguardo i movimenti del giovane Trumlìn. Questi camminava lento, guardandosi attorno come se avesse avuto timore di qualcuno. Giunto presso l’altare, si mise a parlottare con il sacrestano, svolse il fagotto e ne trasse due belle e grosse pagnotte da poco sfornate. Il sacrestano fu lesto ad afferrarle, riporle in un cesto che teneva lì vicino e coprire il tutto con un panno. Rivolse poi al giovane Trumlìn un sorriso d’intesa e, con il cesto al braccio, si dileguò nella sacrestia.

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