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NEOS Edizioni » Narrativa » La sbadante

La sbadante

La sbadante

Autore: Porello Marisa

Prezzo: € 13.00

Prezzo acquisti on-line: € 11.05

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Pagine194 pagine

Rilegaturabrossura

Formato20x12

Contenuti:

Una storia di oggi: le varie età della vita, la generosità e l’egoismo, i sentimenti che diventano ambigui e si logorano, la fine dei sogni, la speranza di una svolta… un libro in cui trovare frammenti di ciò che siamo, siamo stati o che saremo.
Dalla prefazione di Margherita Oggero

Lorenza è una giovane donna con un lavoro comune e i normali sogni e progetti che si coltivano a quell’età. Malvina è l’anziana zia che rimane vedova e sola come tante donne che invecchiano. Lorenza inizia a prendersi cura di Malvina e senza che le stesse protagoniste se ne accorgano, i gesti e i pensieri della quotidianità si trasformano in un legame potente, nel perno delle loro vite, dei loro sentimenti e delle loro frustrazioni, nella lente attraverso la quale osservare l’amore, la famiglia e il mondo intorno a loro, in un tempo così lento da sembrare infinito.
Un romanzo umanissimo che affonda nell’intimità femminile e affronta il tema attuale e inesplorato della vita che si prolunga, della necessità di assistere ed essere assistiti.

…La solita tattica da badante… le disse che non sarebbe più venuta a fare le sostituzioni. Lorenza si sentì disperata. Dove la trovava una sostituta per Pasqua? Era troppo tardi! Avrebbe dovuto farla lei, la sostituzione! Furono giorni tragici. Lorenza perse la pazienza molte volte e sgridò così tanto la zia che a un certo punto questa le chiese per favore la pastiglia per morire.
«Invece di chiedermi la pastiglia di veleno, potresti chiedermi piuttosto di andare alla casa di riposo» rispondeva, acida, la nipote.
«No! La casa di riposo no! Preferisco morire! Fammi morire, per favore, fammi morire! Voglio morire!».
Era insopportabile reggere lo sguardo di quegli occhi opachi, senza luce, che la imploravano di toglierle la vita. Malvina si affidava completamente a lei, nel bene e nel male, non aveva nessun altro da implorare e da tormentare. Lorenza cominciò a piangere e l’abbracciò. Com’erano fragili le sue spalle!
«Scusami zia, scusa, non ti chiederò mai più di andare alla casa di riposo, mai più».

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